Ode a San Ceravolo da Locri

Il miracolo di San Ceravolo da Locri

Il miracolo di San Ceravolo da Locri

356 giorni fa è nata una storia d’amore. Di cui nessuno parla, ma che tutti ricordano. Perché il filo invisibile che da quel 13 maggio del 2017 ha unito Ferrara a Benevento e che ha dato vita ad un reciproco sentimento nessuno avrebbe mai immaginato potesse essere così forte. Rapido flashback. Si sta disputando la penultima giornata del campionato di B, al “Liberati” di Terni la partita è praticamente finita e la SPAL capolista da neopromossa, proprio come il Benevento, sta perdendo – e perderà 2-1 – con la Ternana e dovrà giocarsi la promozione diretta all’ultimo turno in casa contro il Bari. Ma le energie nel serbatoio dei biancazzurri sono palesemente finite, la squadra è cotta e di punti di vantaggio su Hellas Verona e Frosinone ne ha già gettati al vento tanti. Nulla è più scontato di una beffa atroce. Servirebbe un miracolo da Benevento, dove i sanniti sono alla ricerca di punti per migliorare la loro posizione nella griglia play-off in casa con i ciociari dell’allora tecnico Marino. E chi ci spera più, quando al 92′ il punteggio è 1-1… Così accade l’imponderabile. San Ceravolo da Locri decide di entrare di diritto nella discografia della Curva Ovest segnando il 2-1 un minuto dopo, corso Giovecca e Martiri della Libertà diventano fiumi festanti, le vie del centro ribollono, l’angolo dei 4S si trasforma nell’ombelico del mondo, il Savonarola non predica, urla di gioia “E tanto già lo so/che al novantesimo/segna Ceravolo“. Il Benevento ha battuto il Frosinone, al 93′, e la SPAL è matematicamente in A. 49 anni dopo l’ultima volta.

Nessuno ci sperava minimamente a inizio anno, sembrava sufficiente essere tornati in B a 23 calendari completi di distanza dall’ultima promozione targata dal doppio Gian, Battista e Cesare, Fabbri e Discepoli. E invece qualche assurdo disegno astrale aveva evidentemente già deciso che la stagione 2016-2017 sarebbe stata tutta della SPAL. Ok, in parte anche dell’Hellas – poi seconda e promossa a braccetto con noi -, ma i veronesi sono abituati al saliscendi dalla A alla B, possono anche lasciare le luci della ribalta a chi a momenti non sa nemmeno che cosa siano. Tutti contenti, quindi: a Ferrara, e il perché non va nemmeno spiegato, e a Benevento, perché ai play-off tutto può succedere e tutti devono avere paura della squadra di Baroni. E anche perché da quel 13 maggio a tifare per le streghe ci sono anche gli spallini. Da lontano, ma ci sono anche loro.

Improvvisamente nei confronti del Benevento e dei suoi tifosi cresce un contagioso e dilagante senso di riconoscenza – breve excursus: lavoravo ancora in pizzeria. La sera stessa della grande festa allo stadio arriva un cliente che svela le sue origini beneventane. Lo avrei riempito di pizze gratis!!! Alla fine gli ho fatto “solo” lo sconto e so che il mio capo avrebbe fatto lo stesso al mio posto – e i play-off di Serie B si guardano con il solo ed unico scopo di tifare per i campani. Che vincono il preliminare contro lo Spezia, 2-1. Poi è il turno del Perugia. Vittoria al “Vigorito”, pareggio in Umbria, si vola in finale. Andiamo a Berlino Beppe. Ah no, quella era un’altra finale. Va beh, poco cambia, perché l’entusiasmo è più o meno simile. Ultimo ostacolo: il Carpi, settimo al termine del campionato, ma da rispettare perché, contro tutto e tutti, contro pronostico, contro scelte arbitrali discutibili e contro ogni logica ha fatto fuori la grande favorita Frosinone con un rasoterra di Letizia (ora al Benevento) nel finale della sfida di ritorno al “Matusa”. Ma il destino ormai ha già preso la sua decisione: dopo aver fatto gioire gli altri, è il Benevento a dover impazzire di gioia. Basta un gol di Puscas nella gara di ritorno a far pendere la bilancia a favore dei giallorossi, che per la prima volta nella loro storia salgono in A per una clamorosa doppia doppia promozione.

A braccetto con la SPAL, che li aspettava per andare al piano superiore come un amico aspetta il compagno di banco delle medie per affrontare il traumatico passaggio al liceo. I bulletti della Juventus e del Napoli fanno paura, ma insieme si può affrontare tutto. Il problema è che il Benevento l’ha approcciata male, troppo male per essere aspettato passo dopo passo, e nel mentre da Baroni si è passati a De Zerbi in panchina. Ma ciò che non è in discussione è che al gol di Brignoli contro il Milan che ha sancito la conquista del primo punto in A del Benevento a sorridere compiaciuti saranno stati anche i ferrraresi, che ora chiedono – come all’andata (1-2 con doppietta di Floccari) – strada proprio agli amici sanniti, già retrocessi, ma mai derisi. Semmai compresi. La SPAL, invece, lotta ancora, con le unghie e con i denti, e dopo quelli conquistati a Verona altri tre punti tutti in una volta sarebbero fondamentali per avvicinarsi alla salvezza. E se davvero questo filo invisibile che lega Ferrara e Benevento esiste, sappiamo tutti come deve andare a finire domenica. Anche se non c’è più San Ceravolo da Locri.

Ode a San Ceravolo da Locriultima modifica: 2018-05-04T14:33:32+02:00da costafelix
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