Finchè morte non ci separi

Astori marca PaloschiE’ domenica, è mattina, circa le 11,30. Sabato la SPAL ha vinto il derby contro il Bologna, la Juve ha battuto la Lazio, il Napoli ha fatto harakiri e ha preso quattro penze dalla Roma. Mica male. Quindi mi sveglio, prendo coscienza di chi sono e dove mi trovo, apro la finestra, vedo che finalmente c’è sempre meno neve, il clima fuori è ancora rigido ma so che ci stiamo avvicinando alla primavera. In più ho tutta la giornata libera davanti. Felicità! Il mio primo pensiero è: “Oggi mi piazzo sul divano a guardarmi le partite, costi quel che costi”. Mi alzo, mi sciacquo la faccia, mi lavo i denti e poi mi arriva un messaggio, in questo momento non ricordo nemmeno di chi. Il testo recita così: “E’ morto Astori”. Mi blocco. Penso subito che sia la solita fake news, ma la mia è più una speranza che una certezza. Chi mai al mondo potrebbe inventarsi una notizia simile su Davide Astori, capitano della Fiorentina, un normalissimo calciatore, uno dei tanti mi verrebbe da dire? Presto arriva la risposta ai miei dubbi: non è una bufala, purtroppo è tutto vero.

Parto alla ricerca sfrenata di link e siti che possano dirmi qualcosa in più, è una notizia troppo sconcertante, per un giornalista sportivo quasi surreale, senza aver minimamente la presunzione di paragonare il mio dispiacere al dolore che proveranno la sua famiglia, la sua compagna e chi lo ha conosciuto davvero. L’unica cosa in cui riesco ad imbattermi in tempo record è il tweet della Fiorentina, tanto sterile quanto incisivo: “La Fiorentina profondamente sconvolta si trova costretta a comunicare che e’ scomparso il suo capitano Davide Astori, colto da improvviso malore” nell’albergo in cui alloggiava con la squadra in attesa di giocare contro l’Udinese. Un arresto cardiaco, nella notte, per la precisione (a proposito: la Procura di Udine ha aperto un procedimento per omicidio colposo). Fatico a crederci, ma ora non ci sono più dubbi.

Io, però, il mio lavoro di giornalista lo devo fare. Per una serie di motivi tocca a me scrivere l’articolo su LoSpallino.com su questa tragica fatalità e sul conseguente rinvio di tutte le partite di Serie A (e anche B, mettiamocela dentro). Sono sincero, non è stato facile, per niente, nonostante le poche righe pubblicate non dicano nulla di nuovo rispetto a quanto già letto su siti ben più vicini alla realtà viola. Il mio è un pezzo impersonale, privo di ogni emozione. Semplicemente dà un’informazione ai tifosi spallini che non potranno gufare Crotone, Sassuolo e Chievo nel pomeriggio. Ma che fatica scriverlo, che fatica. La sensazione era di inadeguatezza totale nel dover parlare di una cosa più grande di me provando a non mancare di rispetto a nessuno, ma senza sfociare nella retorica più ipocrita e banale che possa esistere. Ho messo insieme i pezzi che mi ero procacciato (e che i miei supercolleghi mi avevano messo a disposizione) e mi sono limitato a scrivere quello che c’era da sapere. Semplici info di servizio, stile voce all’altoparlante in un supermercato. Non potevo fare di più, non dovevo fare di più.

Il pomeriggio l’ho comunque passato sul divano, a guardare distrattamente il campionato inglese e la finale di Fognini al torneo di San Paolo (ha vinto, dedicando proprio al collega atleta il successo), a pensare che nessuno si sarebbe meritato il mio voto alle elezioni più ridicole degli ultimi anni e a rimuginare su quanto possa essere tremenda la morte improvvisa di una persona per chi, invece, resta vivo, almeno nel corpo, perché sono sicuro che Astori, una parte di vita di chi ora piangerà nel suo ricordo per mesi, forse anni, se l’è portata via con lui.

co.fe.

Per la foto si ringraziano Geppy Toglia e LoSpallino.com

Finchè morte non ci separiultima modifica: 2018-03-05T15:48:54+01:00da costafelix
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